Il 2026 si sta rivelando un anno straordinario per Shakira. Alla vigilia dei Mondiali FIFA, la cantante colombiana ha incassato una doppia vittoria: una sul piano musicale, con il lancio del nuovo singolo destinato a diventare l’inno della competizione, e una sul piano legale, al termine di una battaglia fiscale durata anni contro l’agenzia tributaria spagnola.
Il tribunale ha ordinato la restituzione all’artista di 60 milioni di euro tra tasse, interessi e sanzioni, relativi alla dichiarazione dei redditi del 2011. La disputa verteva sulla residenza fiscale di Shakira: l’erario spagnolo sosteneva che la cantante fosse solo fittiziamente residente alle Bahamas, dove aveva richiesto la propria posizione fiscale, mentre in realtà avrebbe abitato abitualmente in Spagna. La soglia determinante, secondo la normativa iberica, è la presenza sul suolo nazionale per almeno 183 giorni all’anno. Gli inquirenti sono però riusciti a dimostrare una presenza effettiva di soli 163 giorni, venti in meno rispetto al limite previsto. Insufficiente per condannarla. Il giudice ha quindi assolto l’artista e disposto il rimborso integrale.
Una lunga storia tra Shakira e il fisco iberico
Non si tratta della prima scaramuccia tra la star di Barranquilla e l’amministrazione fiscale spagnola. Anzi, quella appena conclusa è l’ultima di una serie di controversie che si trascinano da oltre un decennio. Per gli anni 2012, 2013 e 2014, Shakira aveva già subito una condanna penale per evasione fiscale, conclusasi con un patteggiamento in cui aveva ammesso di risiedere effettivamente in Spagna. In quell’occasione aveva versato 7,3 milioni di euro di multa a fronte di 14,5 milioni di tasse non pagate. La pena detentiva di tre anni era stata convertita in una sanzione pecuniaria di 432 milioni di euro, evitando così il carcere. In quegli anni la cantante viveva a Barcellona con l’allora compagno, l’ex difensore blaugrana Gerard Piqué. La separazione dal calciatore e il successivo trasferimento negli Stati Uniti avevano segnato anche una discontinuità con il fisco spagnolo, anche se evidentemente il capitolo non era ancora chiuso del tutto. Lo è adesso.
Dai Dai: l’inno dei Mondiali con un tocco italiano
Mentre i tribunali spagnoli scrivevano l’ultima pagina di questa vicenda, Shakira si preparava a conquistare un altro palcoscenico. Il 15 maggio ha pubblicato Dai Dai, brano realizzato in collaborazione con la star nigeriana Burna Boy, destinato a diventare l’inno ufficiale del Mondiale FIFA 2026. Il titolo è in italiano, una piccola presenza tricolore in un torneo da cui la Nazionale azzurra è rimasta vergognosamente esclusa ancora una volta per mancata qualificazione. Il testo, cantato con la consueta energia esplosiva che da sempre caratterizza la performer colombiana, è un invito a non arrendersi, a credere in se stessi, ad andare avanti a prescindere dagli ostacoli. Accanto a questo messaggio universale, il brano si trasforma in una fotografia della storia del calcio mondiale: tra le leggende citate nei versi compaiono Pelé, Maradona e, con orgoglio tutto italiano, Paolo Maldini.
Non è la prima volta che Shakira firma l’inno di un Mondiale. Nel 2010 il suo Waka Waka era diventato uno dei brani sportivi più iconici di sempre, capace di superare ogni confine culturale e linguistico.
L’Halftime Show e la solidarietà globale
Il coinvolgimento di Shakira nei Mondiali non si limita al singolo. La cantante sarà tra le protagoniste dell’Halftime Show della finale, in programma domenica 19 luglio, un evento pensato e costruito sul modello del celebre intervallo del Super Bowl americano. Sul palco con lei ci saranno Madonna e la boy band k-pop BTS, con la regia artistica affidata a Chris Martin dei Coldplay.
Dai Dai sarà inoltre l’inno ufficiale del FIFA Global Citizen Education Fund, un’iniziativa che punta a raccogliere 100 milioni di dollari entro la fine della competizione per garantire ai bambini di tutto il mondo l’accesso all’istruzione e allo sport. Shakira ha scelto di devolvere i propri diritti d’autore del brano al Fondo; Sony Music, dal canto suo, contribuirà con una donazione pari ai primi 250mila dollari raccolti. Non solo: per ogni biglietto venduto del suo tour Las Mujeres Ya No Lloran, l’artista verserà un dollaro aggiuntivo all’iniziativa benefica.
Un’estate che si preannuncia come la più intensa e simbolica della sua carriera.
