Sal Da Vinci è salito sul palco dell’Eurovision 2026 convinto di dover dimostrare molto, soprattutto dopo le polemiche nate a Sanremo e i dubbi su quanto il brano potesse essere “abbastanza internazionale” da convincere un contesto così variegato. La sua esibizione, invece, ha sciolto molte perplessità: l’artista napoletano è apparso all’altezza di un palco del genere, capace di emozionare un pubblico che non parla solo italiano e di presentarsi come un professionista serio e totalmente dedicato al proprio lavoro.
Una performance che convince l’Europa
L’impressione generale è stata che l’Italia potesse fare una figura degna di nota di fronte all’Europa già dai primi minuti sul palco. La scena, con la Wiener Stadthalle che si è via via riempita di applausi e cori, ha dato concretezza a quella sensazione: Sal Da Vinci non stava solo cantando per il pubblico italiano presente in sala, ma stava raggiungendo uno spettro più ampio di ascoltatori, molti dei quali lo stavano sentendo per la prima volta.
Il brano “Per sempre sì” ha mostrato una forza emotiva e una linearità melodica che si sono tradotte bene anche in un contesto internazionale, distante dalla logica del Festival di Sanremo. La messa in scena, con luci e movimenti contenuti ma incisivi, ha lasciato il cantante al centro dell’attenzione, senza sovraccarichi visivi che avrebbero potuto distrarre dalla voce. E proprio la vocalità, chiara e piena di pathos, è stata uno dei punti più apprezzati dalle cronache e dai commenti arrivati subito dopo la serata.
Una lezione dopo Sanremo
L’esibizione di Sal Da Vinci ha rappresentato, in molti commenti, una vera e propria lezione a chi, dopo la vittoria sanremese, aveva sminuito la portata del brano, definendolo troppo “italiano” o poco adatto a un contesto europeo. L’idea che “Per sempre sì” non potesse imporsi di fronte a un pubblico così variegato è stata travolta dalla reazione concreta dell’arena e dai numeri che accompagnano il brano fuori dallo studio.
Su Spotify “Per sempre sì” figura inoltre come il brano più ascoltato tra quelli in gara, un dato che conferma quanto il progetto sia già arrivato lontano dal solo circuito televisivo italiano. In un’edizione dell’Eurovision segnata da boicottaggi e da un numero ridotto di Paesi partecipanti, questo consenso digitale può pesare molto sul televoto finale, dove tutto può ancora succedere.
Reazioni: “Lo stadio ha tremato”
Tra le reazioni più nette spicca quella di Elettra Lamborghini, che ha salutato l’esibizione con entusiasmo e senza giri di parole. “Lo stadio ha tremato, voce pulita, esibizione pazzesca, noi abbiamo cantato e ballato. Siamo davvero in buone mani” è stata la sua risposta, che ha riassunto lo spirito di chi ha visto nel live non solo un’esecuzione corale ma un vero momento di festa collettiva.
Il pubblico in sala ha seguito il brano con crescente partecipazione, passando da un ascolto iniziale attento a un coinvolgimento via via più corale, con cori e movimenti di massa che hanno reso l’atmosfera ancora più calda. La sensazione di “stadio che trema” è stata rafforzata da questi dettagli, come le bandiere che si alternavano e il coro che si è unito alla voce del cantante negli ultimi passaggi del brano.
Un’energia che supera il risultato
Se il brano potrebbe non arrivare ai primi posti del tabellone finale, molti commentatori hanno sottolineato che questo aspetto conta meno rispetto all’impatto emotivo e all’immagine che l’Italia ha proiettato sul palco. La forza, la verità e la semplicità dell’esecuzione di Sal Da Vinci hanno ricordato il tipo di canzone che l’Europa dell’Eurovision ha sempre amato: un brano diretto, legato a un tema universale, raccontato con sincerità e senza artifici.
In questo senso, l’energia e l’esecuzione di “Per sempre sì” hanno reso il resto un rumore di fondo, come scrivono molte cronache. La standing ovation dell’arena, i cori spontanei e il consenso digitale costruiscono un quadro in cui il valore artistico e rappresentativo del brano supera il semplice calcolo dei punti. Sal Da Vinci, dopo Sanremo e dopo la prima semifinale, si candida come uno dei protagonisti dell’Eurovision 2026, non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa che ha seguito la serata.
