Eurovision 2026, primo recap: i primi 10 finalisti, Sal Da Vinci acclamato, Israele tra fischi e polemiche

Sal Da Vinci infiamma Vienna con Per Sempre Sì, mentre Israele entra in finale tra boati e contestazioni. Ecco i primi 10 finalisti.

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Sal Da Vinci Eurovision 2026

La prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026, andata in scena ieri sera a Vienna, lascia un sapore di grandiosità e nervi scoperti. La Wiener Stadthalle ha visto alternarsi quindici Paesi, con Grecia, Finlandia, Belgio, Svezia, Moldavia, Israele, Serbia, Croazia, Lituania e Polonia che hanno staccato il biglietto per la finale di sabato 16 maggio.

Sal Da Vinci già in finale, applausi e standing ovation

Sal Da Vinci, già qualificato come rappresentante di un Paese “Big 4”, ha fatto il suo ingresso sul palco conquistando un’ovazione del pubblico. Con Per Sempre Sì, brano che lo ha portato alla vittoria al Festival di Sanremo 2026, il cantautore napoletano ha costruito uno spettacolo pensato come un vero e proprio musical in piccolo, con corpo di ballo e scenografie da matrimonio, fino all’apparizione di una bandiera italiana centrale nell’ultima sequenza.

In diretta Rai, la performance è stata commentata da Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, con un mix di commento radiofonico e immagini televisive che hanno enfatizzato la standing ovation ricevuta dal pubblico in sala. Per la giuria televisiva, l’Italia conta già sui suoi punti fissi, lasciando Sal Da Vinci in posizione di partenza privilegiata, anche se la strada verso il podio resta tutta da scavare tra Finlandia, Grecia e Danimarca, che nei bookmaker restano in testa ai pronostici.

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Primi finalisti in gara: da Grecia a Israele

La prima semifinale ha consegnato il suo lotto di dieci finalisti: tra questi spiccano la Grecia di Akylas con Ferto, Finlandia di Linda Lampenius & Pete Parkkonen con Liekinheitin, Belgio di ESSYLA con Dancing on the Ice, e la Svezia di Felicia con My System, tutte nazioni storicamente forti in Eurovision.

Presente anche Israele, con Noam Bettan che porta sul palco Michelle, brano che ha finito per diventare fulcro di forti tensioni politiche. La Serbia, con i Lavina al canto metal di Kraj Mene, ha fatto un altro passo in avanti, così come la Moldavia di Satoshi con Viva, Moldova!, la Croazia di Lelek con Andromeda, la Lituania di Lion Ceccah con Sólo Quiero Más e la Polonia di ALICJA con la ballad Pray.

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Fuori dalla finale, invece, sono finiti Portogallo, Georgia, Montenegro, Estonia e San Marino, quest’ultima rappresentata da Senhit e Boy George con Superstar, brano che ha lasciato molti spettatori divisi ma non abbastanza da convincere voti e giurie.

Protestinge contro Israele, tensioni in sala e fuori dal palazzetto

La performance di Noam Bettan per Israele è stata tra le più incandescenti della serata. All’interno della Wiener Stadthalle, tra cori di “Noam! Noam!”, si sono distinti chiaramente fischi, grida di “Stop, stop the genocide!” e altri slogan pro-Palestina, molti dei quali sono stati udibili anche nel video ufficiale trasmesso in streaming.

Fuori dalla sala, in piazza Schwedenplatz nel centro di Vienna, un gruppo di manifestanti ha depositato bare con le foto di bambini uccisi nella Striscia di Gaza, rafforzando la pressione mediatica e politica su una presenza israeliana che diversi movimenti chiedono di escludere dal contest. In arena, le misure di sicurezza sono state potenziate e diversi video circolati sui social mostrano agenti che portano via con forza persone in segno di protesta, tra cui la nota immagine di un contestatore senza maglia con la scritta “Free Palestine” sulla schiena.

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Durante la diretta italiana, la canzone di Israele è stata commentata in modo minimale, con Elettra Lamborghini che si è limitata a descrivere il brano, mentre Gabriele Corsi è rimasto in gran parte in silenzio, interrompendo solo per annunciare il nome dell’artista e il Paese. Sulla stessa rete, inoltre, si vedono chiaramente agenti della polizia che percorrono l’area interna alla Wiener Stadthalle durante l’esibizione, segnale di un clima che resta tutt’altro che tranquillo.

Clima politico e linee di voto: “diffondere l’amore” o dividere i voti

Dopo le polemiche legate agli appelli diffusi dalla tv israeliana, che incitava a votare massicciamente Bettan con tutti e 10 i punti possibili, i conduttori si sono mossi lungo un equilibrio diverso, invitando il pubblico a “diffondere l’amore” e a votare per più di un cantante piuttosto che concentrare tutti i favori su una sola nazione.

La questione è stata inoltre affrontata anche a livello politico‑culturale, con il ministro della cultura spagnolo Ernest Urtasun che ha sottolineato come la cultura non possa essere usata “per ripulire l’immagine” di Paesi coinvolti in conflitti come quello in corso a Gaza o in Ucraina. Si tratta di un filone che, come nel caso della Biennale, torna ciclicamente a interporsi tra la cornice artistica dell’Eurovision e la realtà geopolitica intorno ai Paesi in gara.

Prossimi passi: seconda semifinale e finale in vista

La seconda semifinale è in programma su Rai 2, RaiPlay e Rai Radio 2, con l’ingresso in scena di Paesi come Bulgaria, Azerbaijan, Romania, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Armenia, Svizzera, Cipro, Lettonia, Danimarca, Australia, Ucraina, Albania, Malta e Norvegia. Da questi dieci nuovi finalisti, si aggiungeranno poi Francia, Regno Unito e Austria, che gareggia in casa, per completare il cast della notte finale.

Per l’Italia la possibilità di votare sarà invece limitata alle prime due serate e alla finale, ma non potrà essere usata a favore di Sal Da Vinci, che resta in gara come “Big 4” ma escluso dai voti del pubblico nazionale. Con le prime note di questa 70ª edizione ad aver già condensato standing ovation, polemiche, buu e appelli politici, l’Eurovision 2026 si prepara a una serata conclusiva che promette poco di neutrale e tanto di spettacolo.

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