Mancano ancora mesi al via, ma il lavoro per Sanremo 2027 è già nel vivo. Stefano De Martino, il conduttore e direttore artistico che raccoglierà il testimone da Carlo Conti, sta percorrendo palco dopo palco la scena musicale italiana contemporanea, e il MI AMI Festival di Milano è stata la sua ultima tappa. Il festival, ideato da Carlo Pastore e Stefano Bottura e quest’anno alla sua ventesima edizione, si è confermato ancora una volta come uno degli appuntamenti più attesi e significativi del calendario musicale italiano, capace di mescolare nomi affermati e nuove leve con una coerenza artistica rara.
La presenza di De Martino all’Idroscalo è diventata virale nel giro di poche ore. Il conduttore ha scelto di non restare nell’ombra: ha pubblicato una story su Instagram durante il set di faccianuvola, uno degli artisti rivelazione del 2025, che ha trascinato sotto il palco un fiume di pubblico. Un gesto che in molti hanno letto come un segnale preciso. Nelle due serate del festival, tra gli artisti in cartellone c’erano anche La Niña, la cantautrice napoletana già ospite della prima edizione di Bar Stella e ora consacrata dal suo album “Fùresta”, Tutti Fenomeni, Rares, Marco Castello, Venerus e il debutto live da solista di Fausto Lama, dopo la fine dell’era Coma_Cose.
Perché De Martino gira i concerti: la performance conta quanto la canzone
C’è una logica precisa dietro questo tour informale di festival e live. Sanremo non è solo una gara canora: è uno spettacolo televisivo che richiede presenza scenica, carisma sul palco, capacità di tenere un grande pubblico per cinque serate consecutive. Scegliere una canzone senza aver visto l’artista esibirsi dal vivo sarebbe un errore che un direttore artistico attento non può permettersi. De Martino lo sa bene, e il suo girare tra il pubblico con discrezione, ascoltare dal vivo, captare l’energia dei concerti, è parte integrante di questo processo di selezione.
Nei mesi scorsi era già stato avvistato ai live di Mace (che ha recentemente pubblicato un singolo insieme a Colapesce e Salmo), Rosalía e Olivia Dean. C’è di più: una visita al saggio dell’Accademia della Scala, a dimostrazione che la sua ricerca non riguarda soltanto il pop o l’indie, ma abbraccia anche la componente visiva e coreografica che ogni grande Festival deve saper valorizzare.
Il confronto con gli anni di Amadeus è inevitabile. Sanremo, nell’ultimo decennio, ha dimostrato di poter dettare i tempi della musica italiana o quantomeno amplificarli. Ha saputo portare la trap sul palco dell’Ariston, ha dato visibilità televisiva nazionale ad artisti che già riempivano palazzetti ma non erano ancora entrati nell’immaginario nazionalpopolare, da Colapesce e Dimartino a Coma_Cose, da Lucio Corsi a Brunori Sas. De Martino eredita questa capacità di connettere mondi diversi e ha il compito di mantenerla, anzi di rinnovarla.
I nomi nel mirino e le aspettative per l’Ariston
Sui social si è scatenata la caccia agli indizi. Su X, qualcuno ha scritto che la presenza di De Martino al MI AMI è una buona mossa, e che il fatto di averla resa pubblica è ancora una mossa migliore. Un’osservazione acuta: la visibilità dello scouting fa parte della strategia comunicativa del nuovo direttore artistico, che vuole mostrare fin da subito un approccio diverso, radicato nella scena musicale reale e non solo nei grandi nomi già consolidati.
Tra i profili che potrebbero aver incuriosito De Martino, i più citati sono La Niña, già nell’orbita del conduttore prima della sua definitiva affermazione, faccianuvola e Fresh Mula. Ma il MI AMI quest’anno ha offerto molti altri spunti: Angelica Bove, finalista di Sanremo Giovani, Sara Gioielli, cantautrice napoletana reduce dalla collaborazione con Liberato, e Primogenito, classe 2004, che ha dimostrato una maturità artistica e un carisma scenico fuori dal comune.
De Martino ha dichiarato in passato che Sanremo potrebbe rivelarsi la cosa più bella o la più brutta della sua carriera, e che l’obiettivo è lasciare un segno. Questa sana inquietudine, unita alla curiosità genuina con cui sta affrontando il lavoro preparatorio, è forse la migliore garanzia per chi si aspetta un Festival capace di sorprendere. Il viaggio verso Sanremo è ancora lungo, ma il cantiere è aperto. E i materiali, come si vede, vengono cercati dal vivo, palco dopo palco.
