La 76esima edizione del Festival di Sanremo ha ufficialmente preso il largo dal Teatro Ariston, segnando un ritorno alle origini sotto la guida esperta di Carlo Conti, affiancato per questa serata inaugurale da Laura Pausini e dall’attore Can Yaman. L’atmosfera che si respira oggi, 25 febbraio 2026, è quella di un Festival che cerca il perfetto equilibrio tra la tradizione melodica italiana e le nuove frontiere della produzione pop contemporanea. La serata si è aperta con un omaggio toccante: la voce registrata di Pippo Baudo ha introdotto Olly, vincitore del 2025, che ha infiammato il pubblico con la sua “Balorda Nostalgia“.
L’Ariston si riaccende: la conduzione di Carlo Conti
Carlo Conti ha ripreso le redini della kermesse con il suo stile istituzionale ma fluido, capace di gestire una scaletta densa che ha visto l’esibizione di tutti i 30 Big in gara. Al suo fianco, una Laura Pausini in veste di co-conduttrice “fissa” ha portato calore e professionalità, mentre Can Yaman ha aggiunto quel tocco di fascino internazionale richiesto dal mercato globale della TV. Dal punto di vista della produzione, il palco ha mostrato scenografie dinamiche e un’acustica impeccabile, fondamentale per valorizzare arrangiamenti che quest’anno sembrano spingere molto sull’elettronica raffinata e sul ritorno del funk-soul mediterraneo.
Le esibizioni della serata
La gara è entrata subito nel vivo con Ditonellapiaga, che ha rotto il ghiaccio con “Che fastidio!”, un pezzo ballabile che ha immediatamente convinto i critici per il suo piglio ironico e la produzione serrata. Tra le performance più discusse troviamo Arisa, tornata all’Ariston con una ballad intitolata “Magica favola”, definita da alcuni come una composizione dal respiro cinematografico quasi in stile Disney, ma con una complessità vocale che solo lei può sostenere. Fulminacci ha invece portato la sua cifra cantautorale intelligente con “Stupida sfortuna”, un brano che gioca con metafore quotidiane e un arrangiamento pop-indie estremamente radiofonico.
Un momento di grande impatto è stato il debutto del duo inedito composto da Fedez e Masini, una collaborazione che sulla carta poteva apparire azzardata ma che ha trovato un punto d’incontro efficace tra il rap consapevole e la potenza vocale graffiante. Serena Brancale, infine, ha portato una ventata di freschezza soul con “Qui con me”, confermandosi una delle voci più tecniche e originali del panorama attuale, capace di mescolare dialetto e sonorità urban con estrema naturalezza.
La classifica della Sala Stampa: i primi verdetti
Al termine delle 30 esibizioni, Carlo Conti ha svelato i nomi dei cinque artisti più votati dalla Giuria della Sala Stampa, TV e Web. Questi risultati, forniti non in ordine di posizione, riflettono un orientamento della critica verso proposte che uniscono qualità testuale e solidità produttiva:
- Serena Brancale
- Arisa
- Fulminacci
- Ditonellapiaga
- Fedez e Masini
Ospiti e momenti cult: Tiziano Ferro e l’effetto nostalgia
Non sono mancati i grandi ospiti che hanno impreziosito questa maratona musicale. Tiziano Ferro ha celebrato i 25 anni di “Xdono” con un medley che ha fatto cantare l’intero teatro, regalando un momento di pura emozione collettiva prima di presentare il suo nuovo progetto discografico. In collegamento dalla nave Costa Toscana, Max Pezzali ha trasformato il ponte in una discoteca a cielo aperto, mentre Gaia ha incantato il pubblico dal Suzuki Stage di Piazza Colombo. La serata si è conclusa intorno alle 01:25, lasciando il pubblico con la sensazione che questo Sanremo 2026 sarà una battaglia all’ultima nota tra generazioni diverse di musicisti.
