Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, ha annunciato il rinvio del concerto previsto per il 19 maggio al Teatro Acacia di Napoli, tappa del suo Storia di un equilibrista World Tour 2025-2026. La ragione è profondamente personale: la madre Irene, 93 anni, è affetta da Alzheimer da sette anni e le sue condizioni si sono aggravate nelle ultime ore.
Il messaggio è arrivato direttamente sui suoi profili social, con la chiarezza e la sincerità che da sempre caratterizzano le sue prese di posizione pubbliche. “Non sono nelle condizioni psicologiche di poterlo fare. La mia mamma sta per andarsene ed io devo assolutamente starle accanto“, ha scritto il cantante aretino, chiedendo comprensione ai fan che avevano già acquistato il biglietto. Una richiesta raccolta con calore dal pubblico, che lo ha travolto di messaggi di supporto.
Il palco può aspettare: settant’anni, cinquanta di carriera e una scelta di vita
Settant’anni compiuti, cinquanta di carriera sulle spalle, un tour mondiale ancora in corso. Eppure, di fronte a certi momenti dell’esistenza, anche la musica si ferma. Il messaggio di Pupo si chiude con una promessa precisa: lo spettacolo al Teatro Acacia è stato posticipato al 14 ottobre 2026. “Se Dio vorrà, recupereremo. Il mio cuore è a pezzi, ma per voi che mi amate, continua sempre a battere forte”, ha scritto, trovando le parole giuste per non lasciare soli i suoi fan pur scegliendo, con lucidità, di dare priorità alla famiglia.
Il legame con la madre Irene e la malattia che ha cambiato tutto
Dietro il personaggio televisivo e il volto storico della musica italiana, Pupo ha sempre tenuto vivo il racconto del suo legame con la famiglia e con le radici aretine. La madre Irene è da sempre al centro di quel racconto: era stata lei a trasmettergli la passione per il canto e la recitazione quando era giovane, pilastro silenzioso di una storia familiare in cui la musica era già nell’aria ben prima che Enzo Ghinazzi diventasse Pupo.
La diagnosi di Alzheimer, arrivata circa sette anni fa, aveva già cambiato le sue abitudini e il suo sguardo sulla vita. In più occasioni televisive aveva condiviso pubblicamente quel percorso, raccontando quanto fosse dolorosa ma anche umanamente preziosa la convivenza con la malattia. “Con lei ho riscoperto l’emozione dei piccoli gesti”, aveva confessato, spiegando come la cura della madre avesse ridisegnato le sue priorità. L’aggravamento delle ultime ore ha reso impossibile qualsiasi altra scelta che non fosse stare al suo fianco.
Tra dolore e futuro: la maturità, l’università e il sogno della politica
Nelle stesse settimane segnate dall’angoscia per la madre, Pupo ha rivelato anche un progetto che ha sorpreso in molti: vuole tornare a studiare, prendere la maturità scientifica e iscriversi successivamente alla facoltà di Scienze della Comunicazione. Un percorso che, almeno nelle sue intenzioni, dovrebbe aprirgli le porte verso un impegno politico a livello nazionale. Con quella vena tra il serio e il provocatorio che lo contraddistingue, ha dichiarato di sognare Palazzo Chigi, sentendo il bisogno di mettersi al servizio del Paese.
Così l’uomo che ha attraversato mezzo secolo di applausi si trova oggi sospeso tra due estremi: il dolore privato di queste ore, la madre che se ne va lentamente, e l’ostinazione a guardare avanti, a reinventarsi, a trovare nuove sfide dopo una vita vissuta sotto i riflettori. Un equilibrismo, come suggerisce il titolo del tour, che questa volta non si gioca sul palco ma nella vita vera.
