Amadeus non torna in Rai, almeno nel breve periodo. A dirlo con nettezza è Giampaolo Rossi, amministratore delegato della tv pubblica, intervenuto alla Festa dell’Innovazione organizzata dal Foglio. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: il conduttore ha compiuto una scelta volontaria e definitiva quando, circa due anni fa, ha deciso di lasciare il servizio pubblico per approdare a Warner Bros Discovery.
Rossi ha usato toni rispettosi ma decisi, sottolineando la stima personale nei confronti del presentatore, senza però aprire alcuno spiraglio concreto. Secondo quanto riferito dall’ad, Amadeus ha fatto una scelta chiara e netta, e la Rai ha già voltato pagina in modo convinto.
La strategia: Amadeus non torna in Rai, Stefano De Martino sempre più centrale
Il vero messaggio lanciato da Rossi riguarda il presente e il futuro della Rai, non il passato. L’ad ha ribadito l’investimento deciso su Affari Tuoi e su Stefano De Martino, che condurrà anche il prossimo Festival di Sanremo. Le sue parole su De Martino sono state quasi entusiastiche: lo ha definito una delle grandi rivelazioni della televisione futura e una risorsa artistica su cui il servizio pubblico intende costruire i prossimi anni.
Sul fronte Sanremo, Rossi ha ricordato il lavoro straordinario di Carlo Conti, che ha guidato la kermesse canora portandola a record storici di ascolti nella televisione italiana. Un risultato che, secondo l’ad, dimostra come la Rai sappia valorizzare i propri talenti interni senza dipendere da un singolo nome.
Amadeus, Warner e il Nove. La situazione attuale tra incertezza e possibile exit strategy
Sul fronte opposto, la posizione di Amadeus al Nove non è delle più solide. L’ultima puntata del suo programma The Cage è andata in onda il 29 maggio, e non sono ancora stati annunciati i nuovi palinsesti di Warner Discovery per la stagione entrante. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, nelle ultime settimane Amadeus e la casa di produzione starebbero lavorando a una possibile exit strategy che soddisfi entrambe le parti.
Uno scenario del genere riaprirebbe automaticamente il dibattito su un eventuale ritorno in Rai, ma le dichiarazioni di Rossi sembrano costruire un muro preventivo attorno a quell’ipotesi.
Il servizio pubblico si difende dall’accusa di TeleMeloni
Nel corso dell’incontro al Foglio, Rossi ha anche risposto alle critiche ricorrenti che descrivono la Rai come una televisione di parte, etichettata come “TeleMeloni” da oppositori e commentatori. L’ad ha respinto la definizione, definendola semplice marketing giornalistico e invitando a guardare la complessità reale dell’azienda.
Ha ricordato che la Rai è un’industria che sostiene il cinema italiano, la fiction e l’informazione, e che senza il servizio pubblico il mercato televisivo sarebbe dominato dai grandi player globali. Ha poi evidenziato come il pareggio di bilancio raggiunto di recente non sia stato frutto di tagli, ma di una riorganizzazione produttiva e generazionale.
Cosa cambia per gli ascolti e gli equilibri televisivi
La vicenda Amadeus Rai non è solo una questione di gossip televisivo: riguarda equilibri di mercato significativi. Il ritorno del conduttore in Rai, anche solo come voce, aveva fatto schizzare le speculazioni sui social e alimentato la curiosità del pubblico, soprattutto dopo il ritorno con l’amico Fiorello a La Pennicanza. Adesso la situazione appare più definita: da un lato una Rai che investe su De Martino e si mostra compatta, dall’altro un conduttore che deve trovare una nuova collocazione professionale.
Nel frattempo, il pubblico segue con attenzione ogni sviluppo, consapevole che le prossime settimane potrebbero portare novità decisive sul futuro televisivo di uno dei volti più amati degli ultimi decenni.
