Orietta Berti non si ritira a 83 anni, farà “come Ornella Vanoni, e lo dice senza esitazioni. Il 1° giugno l’usignolo di Cavriago ha spento le sue ultime candeline, ma ogni idea di rallentare sembra lontanissima dalla sua testa. Come riportato da Il Giornale, la cantante ha dichiarato con la consueta schiettezza: non intende fermarsi, prende a modello Ornella Vanoni e Charles Aznavour, e continua a salire sul palco finché la voce e le gambe lo permetteranno. Anzi, la televisione, che occupa una buona fetta della sua agenda, non è fine a se stessa: è il trampolino che le permette di riempire ancora più date nei concerti.
Sessant’anni di carriera e un singolo con l’intelligenza artificiale
Il traguardo dei 60 anni di carriera è dietro l’angolo: a dicembre uscirà un disco di inediti per celebrarlo, e in cantiere c’è anche un cofanetto per l’anno successivo. Intanto, come riportato dall’ANSA, Orietta Berti è già al lavoro sul nuovo singolo QCPF, realizzato insieme a Il Rosso, streamer e musicista conosciuto tramite Fabio Rovazzi, e a IAEM, un’artista interamente generata dall’intelligenza artificiale. Un progetto che testimonia ancora una volta la capacità della cantante di Cavriago di aggiornarsi senza perdere la propria identità. Il brano parla d’amore attraverso i semi delle carte francesi: quadri, cuori, picche e fiori rappresentano ciascuno una sfumatura sentimentale diversa. Orietta si è identificata nei fiori, simbolo di un amore romantico, tenero e sensibile.
L’IA, per lei, non è una minaccia ma uno strumento. La utilizza per provare i brani nella propria tonalità, senza dover adattarsi alle voci maschili degli autori. E con IAEM ha perfezionato persino la tecnica respiratoria.
Orietta Berti e il peperoncino, Mara Maionchi e i sogni in Lapponia
Tra i segreti della longevità di Orietta Berti c’è un ingrediente inaspettato: il peperoncino. Lo mangia fin dai 18 anni, è convinta che dia energia e sciarisca la voce. Preferisce quelli di Vasto, mentre i calabresi li trova troppo indigesti. Una passione che condivide, non sempre con successo, con il marito Osvaldo Paterlini, al suo fianco dal 1967.
I sogni non mancano. In testa c’è il ritorno nell’hotel di ghiaccio in Lapponia, scoperto ai tempi di Quelli che il calcio. Ha già provato a convincere Mara Maionchi ad accompagnarla, senza fortuna. Tra i posti nel cuore c’è anche la Malesia, visitata recentemente per una puntata di Money Road: la musica le ha regalato il mondo, e lei non smette di ringraziarlo.
La regina dei tormentoni: da Mille a QCPF, l’identità pop che non tramonta
Orietta Berti è considerata la regina dei tormentoni italiani da generazioni, ben prima che questa definizione diventasse di moda. Finché la barca va, L’altalena, Tipitipì sono solo i capitoli più antichi. La vera svolta generazionale è arrivata con Sanremo 2021, quando l’incontro con Fedez e Achille Lauro ha portato al brano Mille, che ha superato i 300 milioni di visualizzazioni e ha riavvicinato ai suoi archivi un pubblico giovanissimo. Da quel momento, collaborazioni con Fabio Rovazzi, Fiorello e ora Il Rosso hanno consolidato un posizionamento pop rarissimo per un’artista della sua generazione.
Ai suoi concerti, come lei stessa ha raccontato a Dilei, arrivano famiglie intere: nonni, genitori e figli. Molti giovani le chiedono pezzi del repertorio storico. Un pubblico trasversale che non molti riescono a costruire nel corso di una vita intera.
Concerti estate 2026 e il disco di Natale
L’estate 2026 è già piena di impegni. Orietta Berti non si ritira, anzi accelera: live estivi, ospitate televisive, e la preparazione del disco di inediti che uscirà a Natale per celebrare i 60 anni di carriera. Come riportato dall’ANSA, l’artista si produce da sola da molto tempo, senza major alle spalle, il che rende tutto ancora più significativo. L’unico no che si è concessa finora è quello a uno special televisivo dedicato esclusivamente alle sue vecchie canzoni: non le basta rivisitare il passato, vuole sempre costruire qualcosa di nuovo. Un’attitudine che, a 83 anni, è forse il suo talento più raro.
