Sanremo 2027 cambia pelle: De Martino taglia i concorrenti, elimina la serata cover e punta sull’Eurovision

Stefano De Martino è già al lavoro per trasformare il Festival di Sanremo 2027 in qualcosa di mai visto prima.

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Stefano De Martino 2026

Stefano De Martino è già al lavoro per rivoluzionare il Festival di Sanremo 2027. Lo ha confermato il direttore dell’Intrattenimento Prime Time Rai, Williams Di Liberatore, che ha parlato di una fase di avvio in cui si stanno definendo aspetti burocratici, organizzativi e regolamentari. Un cantiere aperto, insomma, ma con idee già piuttosto precise sul tavolo.

De Martino non vuole solo condurre, ma stravolgere formule consolidate. Dopo anni in cui il Festival ha vissuto di piccole correzioni di rotta, il nuovo direttore artistico sembra intenzionato a intervenire in profondità, ridisegnando la struttura della kermesse su più fronti: il numero dei concorrenti, la suddivisione delle serate, il sistema di voto e, soprattutto, il rapporto con l’Eurovision Song Contest.

Meno Big in gara, serate più agili e televisivamente più efficaci

Uno dei cambiamenti più attesi riguarda il numero di artisti in competizione. Nelle ultime edizioni i Big erano 30, ma per il 2027 si parla di un taglio a 24-26 partecipanti. L’obiettivo del nuovo direttore artistico è ridurre il numero dei Big per garantire maggiore spazio alla qualità e alla narrazione musicale, creando un ritmo più televisivo e una selezione più curata.

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È una scelta che risponde a una critica ricorrente degli ultimi anni: serate troppo lunghe, scalette ingolfate, attenzione del pubblico che cala inesorabilmente nelle ultime ore di trasmissione. Una modifica che consentirebbe di dedicare più spazio agli ospiti, agli eventi speciali e ai momenti di intrattenimento, contribuendo a rinnovare la formula del Festival senza stravolgerne l’identità. Non tutti, però, vedono di buon occhio un format più snello: c’è chi teme che una gara più ristretta finisca per escludere voci interessanti e ridurre la varietà che da sempre caratterizza Sanremo.

La serata Eurovision al posto dei duetti: l’ipotesi che cambia tutto

La novità potenzialmente più dirompente riguarda la storica serata dei duetti e delle cover. Secondo quanto riportato da Dagospia, le major discografiche e la Fimi avrebbero chiesto alla Rai di presentare una gara separata per scegliere il rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest. In questo modo non ci sarebbe più l’automatismo per cui il vincitore di Sanremo diventa il rappresentante italiano all’Eurovision.

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Dietro questa possibile rivoluzione ci sarebbe un vero e proprio scambio: le major, che in passato avevano boicottato alcune edizioni del Festival, sarebbero disposte a proporre i loro artisti più importanti in cambio di una serata dedicata all’Eurovision. Un accordo vantaggioso sulla carta, ma non privo di rischi. Trasformare una serata del Festival in un trampolino verso un’altra competizione potrebbe alterare l’equilibrio narrativo della settimana sanremese, spostando il fuoco dall’evento stesso verso ciò che viene dopo.

Il sistema di voto è un altro nodo in discussione. Una parte della Sala Stampa avrebbe chiesto l’introduzione di una “Academy”, un panel ristretto di giornalisti, critici ed esperti musicali con il compito di influenzare il televoto. Una proposta già avanzata in passato, ma sempre bocciata da Amadeus e Conti.

Maria De Filippi all’Ariston: il nome che scalda il pubblico

Nel mezzo di tutte queste ipotesi di riforma, c’è un’indiscrezione che ha catturato l’attenzione di fan e addetti ai lavori più di ogni altra. Tra i nomi che potrebbero affiancare De Martino almeno in una delle serate del Festival circola con insistenza quello di Maria De Filippi, la prima a puntare su di lui quando era un giovane ballerino che tentò con successo la carta di Amici.

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Un possibile incontro sul palco dell’Ariston tra i due avrebbe una forte carica simbolica: la maestra e l’allievo, entrambi diventati protagonisti assoluti della televisione italiana per strade diverse. Le novità non riguarderebbero soltanto la conduzione, ma puntano a rendere il Festival più agile dal punto di vista televisivo. Nulla è ancora confermato, e le prossime settimane saranno decisive per capire quali di queste idee passeranno dalla fase di elaborazione a quella concreta. Sanremo 2027, però, ha già iniziato a far parlare di sé.

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