Voti e impressioni delle canzoni di Sanremo 2026. I promossi e le delusioni del primo ascolto

9 min di lettura

L’ascolto in anteprima delle 30 canzoni di Sanremo 2026 consegna una fotografia molto variegata del cast scelto da Carlo Conti, tra grandi ritorni, debutti e accoppiate inedite. Le pagelle pubblicate dai principali quotidiani e siti di informazione compongono un quadro in cui ballad intimiste, brani sociali, pezzi urban e potenziali tormentoni estivi si dividono la scena, con alcuni titoli che emergono subito come possibili protagonisti e altri che, almeno al primo ascolto, sembrano restare più in ombra. In questa sintesi, la media qualitativa dei giudizi mette in luce le canzoni che partono con un vantaggio simbolico nella corsa al podio dell’Ariston.

I brani più apprezzati al primo ascolto

Tra le canzoni che ottengono i voti più alti spiccano quelle in cui scrittura e interpretazione si fondono in racconti personali e intensi. Tommaso Paradiso con “I Romantici” convince per il suo ritratto generazionale, che intreccia paternità, memoria familiare e promesse quotidiane, candidandosi da subito a brano di punta del festival. Molto apprezzate anche le prove di Serena Brancale con “Qui con me”, una delicata lettera alla madre scomparsa costruita su pianoforte e voce, e quella dell’outsider Eddie Brock con “Avvoltoi”, ballad sentimentale che molti osservatori indicano come possibile sorpresa dell’edizione. In questa fascia alta si collocano anche “Male necessario” di Fedez e Marco Masini, forte di un dialogo serrato tra le due voci, e “Stupida fortuna” di Fulminacci, che porta all’Ariston il suo cantautorato urbano e quotidiano.

Le ballad tra tradizione sanremese e ricerca personale

Il repertorio delle ballad è come sempre centrale nella line-up di Sanremo 2026, ma i giudizi evidenziano differenze marcate tra un titolo e l’altro. Mara Sattei con “Le cose che non sai di me” ottiene valutazioni positive per una scrittura romantica e una costruzione melodica che valorizza la voce e si presta all’orchestra, mentre Levante con “Sei tu” propone un brano più raccolto, che molti ritengono destinato a crescere con gli ascolti live. Tra le interpretazioni più notate c’è anche Ermal Meta con “Stella Stellina”, che parte dalla ninna nanna per arrivare a un racconto poetico delle vittime di guerra, sostenuto dalla produzione di Dardust e da sonorità mediorientali. Più tiepidi, invece, i giudizi su alcune ballad tradizionali: Michele Bravi con “Prima o poi” e Francesco Renga con “Il meglio di me” vengono percepiti come brani ben interpretati ma privi di un vero scatto melodico capace di imprimersi al primo ascolto.

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Urban, rap e sperimentazioni pop

La componente urban e rap offre diversi approcci, alternando prove più ambiziose a scelte considerate troppo prudenti. Luchè con “Labirinto” propone un brano denso e introspettivo, in bilico tra urban e sonorità più pop, che secondo molti critici necessita di più ascolti per essere pienamente assimilato. Nayt con “Prima che” porta un flusso di coscienza che affronta distanza digitale, crescita e prime volte, giudicato interessante nelle intenzioni ma a tratti dispersivo. Nel versante più pop-rap, Dargen D’Amico con “AI AI” torna sui suoi territori con un pezzo intelligente sull’intelligenza artificiale e sul sistema dell’arte, ritenuto brillante nei testi ma molto vicino alle sue precedenti partecipazioni. Tra i brani a metà strada tra urban e mainstream, Sayf con “Tu mi piaci tanto” riceve valutazioni intermedie ma positive per l’equilibrio tra sguardo sociale e ritornello amoroso immediato.

Tormentoni, leggerezza e pezzi radiofonici

Nella fascia dei brani più orientati all’impatto radiofonico e all’intrattenimento, i giudizi risultano spesso più severi, pur riconoscendo il potenziale di alcuni ritornelli. “Che Fastidio!” di Ditonellapiaga ottiene buoni voti come scarica elettro-pop ironica sulle seccature quotidiane, capace di animare il pubblico dell’Ariston. Più divisive, invece, le canzoni pensate come veri e propri tormentoni: “Ossessione” di Samurai Jay viene letta come potenziale hit estiva ma con un orizzonte di durata limitato, mentre “Voilà” di Elettra Lamborghini non riesce a superare la percezione di formula già sentita, nonostante il riferimento a Raffaella Carrà. Anche “Poesie clandestine” di LDA e Aka 7even, tra chitarra latina e inserto in dialetto, raccoglie voti bassi a causa di una costruzione giudicata troppo prevedibile.

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Grandi nomi, nostalgia e temi sociali

Diversi big di lunga esperienza scelgono la via dell’intimismo o del richiamo al proprio passato, con risultati altalenanti nelle pagelle. Raf con “Ora e per sempre” e Patty Pravo con “Opera” vengono valutati come brani eleganti ma poco incisivi, spesso associati a un certo effetto nostalgia e a sonorità considerate datate. Più equilibrate le opinioni su artisti come Sal Da Vinci, che con “Sempre sì” propone un inno solare all’amore e al matrimonio, e su Leo Gassmann con “Naturale”, apprezzato per il tema dell’autenticità ma ritenuto non del tutto compiuto sul piano musicale. All’interno del cast trovano spazio anche brani a forte componente sociale: le Bambole di Pezza con “Resta con me” uniscono pop-rock ed empowerment femminile, mentre J-Ax con “Italia Starter Pack” aggiorna il suo sguardo ironico sul Paese in chiave country, guadagnando voti di sufficienza per efficacia e immediatezza. In mezzo, spiccano lavori più ricercati come “La felicità e basta” di Maria Antonietta e Colombre, indie-pop definito da più commenti come piccolo gioiello leggero e intelligente.

Classifica voti (media dei voti delle testate giornalistiche)

  1. Serena Brancale – Qui con me – 8,3
  2. Fulminacci – Stupida sfortuna – 8,3
  3. Ermal Meta – Stella stellina – 8,3
  4. Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta – 7,5
  5. Ditonellapiaga – Che fastidio! – 7,3
  6. Fedez & Marco Masini – Male necessario – 7,3
  7. Sayf – Tu mi piaci tanto – 7,2
  8. Eddie Brock – Avvoltoi – 7,0
  9. Tommaso Paradiso – I romantici – 7,0
  10. Tredici Pietro – Uomo che cade – 6,7
  11. Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare – 6,7
  12. Chiello – Ti penso sempre – 6,7
  13. Mara Sattei – Le cose che non sai di me – 6,7
  14. Levante – Sei tu – 6,7
  15. Arisa – Magica favola – 6,3
  16. Nayt – Prima che – 6,3
  17. Dargen D’Amico – AI AI – 6,2
  18. J-Ax – Italia starter pack – 6,2
  19. Bambole di Pezza – Resta con me – 6,2
  20. Malika Ayane – Animali notturni – 6,2
  21. Luchè – Labirinto – 5,8
  22. Raf – Ora e per sempre – 5,8
  23. Sal Da Vinci – Per sempre sì – 5,5
  24. Francesco Renga – Il meglio di me – 5,5
  25. Patty Pravo – Opera – 5,5
  26. Leo Gassmann – Naturale – 5,3
  27. Michele Bravi – Prima o poi – 6,0
  28. LDA & Aka 7even – Poesie clandestine – 5,2
  29. Elettra Lamborghini – Voilà – 5,0
  30. Samurai Jay – Ossessione – 4,7

Nota importante sui voti: Questi punteggi derivano da un unico ascolto in anteprima dei brani (una sola volta ciascuno) e riflettono l’opinione personale dei giornalisti delle testate coinvolte. Si tratta quindi di valutazioni preliminari e soggettive, che non anticipano né influenzano la classifica ufficiale del Festival di Sanremo 2026, né costituiscono un giudizio definitivo sulla qualità delle canzoni.


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