Il 2025 si chiude con un primato che il settore dei concerti in Italia non aveva mai raggiunto prima. Secondo i dati anticipati dalla ricerca di AssoConcerti, presentati in anteprima al Festival dell’Economia di Trento organizzato da Il Sole 24 Ore, la spesa complessiva del pubblico per la musica dal vivo ha superato per la prima volta il miliardo di euro, con un incremento del 21% rispetto al 2024. Lo studio completo sarà pubblicato integralmente nel prossimo ottobre, ma i numeri già disponibili tracciano un quadro difficile da ignorare.
I dati forniti dalla SIAE relativi al genere “Pop, rock e leggera” parlano chiaro: nel corso dell’anno si sono tenuti 40.324 spettacoli, con 26.371.010 spettatori e una spesa del pubblico pari a 1.089.248.353 euro. Una fotografia che racconta un paese che torna ai concerti con entusiasmo crescente, ben oltre i livelli pre-pandemici.
Ricadute economiche da 4,3 miliardi: i concerti come motore dei territori
Ma il valore del live non si esaurisce al botteghino. La ricerca, condotta in collaborazione con l’Università di Pisa, stima che le ricadute economiche complessive del settore abbiano raggiunto i 4,3 miliardi di euro nel 2025, con una stima che supera gli 11 milioni di pernottamenti legati agli eventi di musica dal vivo su tutto il territorio nazionale. Concerti come motore del turismo, dunque: un effetto moltiplicatore che si propaga su trasporti, ospitalità, ristorazione e commercio locale.
A confermarlo sono i casi studio più significativi del 2024. I concerti di Taylor Swift a Milano hanno registrato che il 77% degli spettatori proveniva da fuori regione, con una quota straniera del 30%, una spesa media individuale di 570 euro e un impatto economico complessivo di 73 milioni di euro. Ancora più marcato il dato relativo a David Gilmour a Roma: l’83% del pubblico arrivava da altre regioni, il 43% dall’estero, con una spesa media di 827 euro e ricadute stimate a 60 milioni di euro.
AssoConcerti e il ministro Mazzi: serve una politica industriale per il live
All’incontro di Trento erano presenti il critico musicale Gino Castaldo e il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Il presidente di AssoConcerti Bruno Sconocchia ha sottolineato come i soli associati coprano quasi il 70% del mercato, con una crescita del 42% rispetto all’anno precedente, ribadendo la necessità di strumenti istituzionali adeguati. La musica popolare contemporanea, ha precisato, non è più solo cultura ma a tutti gli effetti un’industria, con modelli organizzativi complessi e investimenti rilevanti che generano occupazione e sviluppo nei territori.
Il ministro Mazzi ha condiviso questa visione, parlando della musica live come di un patrimonio da sostenere con politiche mirate. Riconoscendone il valore culturale e sociale, ha sottolineato come un concerto da centomila persone rappresenti una delle forme di aggregazione più potenti che esistano: una relazione umana capace di generare coesione, condivisione e un indotto economico difficilmente replicabile da altri eventi.
I numeri del 2025, insomma, non lasciano spazio a interpretazioni. La musica dal vivo in Italia non è più una nicchia culturale né un fenomeno stagionale: è diventata un pilastro dell’economia dell’esperienza, con un peso specifico che impone attenzione politica, pianificazione e, soprattutto, riconoscimento istituzionale del suo ruolo strategico nel sistema-paese.
