Il Festival di Sanremo 2027 è ancora lontano dall’Ariston, ma il cantiere della nuova edizione è già aperto e le novità in arrivo sono tutt’altro che marginali. Per la prima volta Stefano De Martino salirà sul palco del Teatro Ariston nel doppio ruolo di conduttore e direttore artistico, portando con sé un regolamento destinato a cambiare il ritmo della kermesse in modo significativo. Il suo primo annuncio di questa nuova edizione è stato, qualche giorno fa, l’ufficializzazione delle date del Festival 2027, dal 16 al 20 febbraio.
Sanremo 2027, la nuova struttura delle serate
La modifica più evidente sembra riguardare l’organizzazione delle prime due notti di gara. La prima serata manterrà l’impianto tradizionale: tutti i Big in competizione si presenteranno al pubblico con il proprio brano inedito. La novità sta nel fatto che lo stesso schema verrà replicato anche nella seconda serata, rompendo con una consuetudine consolidata negli ultimi anni.
Nelle edizioni recenti, i cantanti erano stati suddivisi in due gruppi che si alternava tra mercoledì e giovedì. Con il nuovo formato, invece, tutti gli artisti si esibiranno nelle prime due serate, liberando le notti successive per gli appuntamenti più attesi. Questo, ovviamente, si traduce in un possibile taglio dei cantanti in gara, che potrebbero passare dai consueti 30 a circa 24-26.
Tre finali e la serata Eurovision al centro del nuovo format
La vera svolta del regolamento Sanremo 2027 è la moltiplicazione dei momenti decisivi. La manifestazione si articolerà attorno a tre grandi finali: la serata delle Cover, anticipata al terzo appuntamento; la nuova serata Eurovision, concepita per scegliere il rappresentante italiano all’ESC 2027 in programma in Bulgaria; e infine la tradizionale finalissima del sabato, che decreterà il vincitore assoluto.
Una strategia pensata per tenere alta l’attenzione del pubblico per tutta la settimana, moltiplicando i picchi di ascolto e rendendo ogni serata uno snodo narrativo autonomo.
Il nodo della seconda serata e i possibili ospiti
Non mancano però i punti interrogativi sul nuovo schema. La seconda serata rischia di apparire troppo simile alla prima, schiacciata tra il fascino del debutto e la sequenza di finali che segue. Per evitare un calo di interesse, si starebbe valutando l’inserimento di un ospite di grande richiamo proprio nel mercoledì della kermesse.
Tra le ipotesi più suggestive, quella di una possibile reunion dei Måneskin: un colpo capace di trasformare la seconda notte in uno dei momenti simbolo dell’intera edizione. Niente è ancora confermato, ma il nome circola con insistenza.
Sanremo 2027 e il nodo del numero dei Big
Tra le modifiche ancora in fase di discussione, come già detto, c’è anche la possibilità di ridurre il numero degli artisti in gara. Un tema già emerso in passato: il regolamento del 2026 prevedeva inizialmente 26 partecipanti, saliti poi a 30 dopo le scelte definitive di Carlo Conti. Con De Martino al timone, la tendenza potrebbe invertirsi, puntando su una selezione più snella per dare più spazio a ogni canzone ed adattarsi al nuovo format delle serate.
Resta da definire anche il meccanismo di voto per la serata Eurovision: si lavora all’ipotesi di una classifica autonoma, sul modello della serata Cover, oppure all’utilizzo dei voti accumulati nella gara principale, soluzione che potrebbe però anticipare i nomi dei favoriti alla vittoria.
De Martino e la scommessa del rinnovamento
Con De Martino a Sanremo 2027, il festival prova a rinnovarsi senza recidere il legame con la propria tradizione. La scommessa è ambiziosa: costruire un format che piaccia a chi segue la kermesse da decenni e, allo stesso tempo, conquistare le nuove generazioni di spettatori. I prossimi mesi diranno se le idee sul tavolo diventeranno realtà.
